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Paragrafo 11 . La crescente aggressivit della politica estera.

     
Sino al 1936 la politica estera nazista ebbe come obiettivi principali
la   riconquista  dei  territori  perduti,  il  riarmo  e  la  rottura
dell'isolamento  diplomatico.  Nel  1933,  dopo  aver  abbandonato  la
conferenza  per il disarmo, la Germania annunci il suo  ritiro  dalla
Societ delle nazioni. Nel 1934 firm un patto di non aggressione  con
la   Polonia  ed  inizi  le  manovre  per  l'Anschluss,   ossia   per
l'annessione dell'Austria, appoggiando un tentativo di colpo di  stato
attuato  da  nazisti  austriaci; questi assassinarono  il  cancelliere
Engelbert Dollfuss, ma

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non   riuscirono   nel   loro  intento,  per   cui   Hitler   rinunci
all'iniziativa,   contro  la  quale  si  era   apertamente   schierato
Mussolini,  che  aveva  inviato alcune  divisioni  al  confine  italo-
austriaco. Tra il 1935 e il 1936, dopo la denuncia delle clausole  dei
trattati  di  pace  che  limitavano lo  sviluppo  delle  forze  armate
tedesche,  il  regime nazista avvi il potenziamento  dell'esercito  e
procedette  alla riacquisizione della Saar (il trattato di  Versailles
aveva  sottoposto la regione all'amministrazione della  Societ  delle
nazioni  ed  aveva  assegnato lo sfruttamento delle sue  miniere  alla
Francia)   tramite   referendum  popolare,  e   della   Renania,   con
l'occupazione  militare.  Nel corso della seconda  met  del  1936  la
Germania  invi  aiuti  militari a sostegno dei fascisti  spagnoli  in
guerra  contro la repubblica democratica governata dal fronte popolare
(vedi  capitolo  seguente,  paragrafo 7),  sottoscrisse  un  patto  di
collaborazione  con  l'Italia  ("asse  Roma-Berlino")  e   il   "patto
antikomintern" con il Giappone.
     
     [Grafico  non  riportato: Spesa pubblica  e  degli  armamenti  in
Germania prima e durante il nazismo].
     
     A  partire dal 1936 il regime nazista intensific la preparazione
per  la guerra. Hitler in persona assunse la guida del ministero della
guerra e assegn gli esteri al fedelissimo Joachim von Ribbentrop. Nel
marzo  del  1938  la  Germania  comp  un  passo  decisivo  verso   la
realizzazione  del suo progetto espansionistico, annettendo  l'Austria
senza  incontrare alcun ostacolo da parte delle altre potenze europee.
Nel  settembre del 1938 Hitler comunic ufficialmente l'intenzione  di
incorporare    anche   il   territorio   cecoslovacco   dei    Sudeti,
giustificandola  con  il  fatto che la  regione  era  abitata  per  la
maggioranza da tedeschi; alla conferenza di Monaco, convocata  per  la
questione,  Francia,  Inghilterra  e  Italia  cedettero  alle  pretese
naziste, illudendosi di aver salvato la pace.
     Il  comportamento  dell'Italia derivava  dall'avvicinamento  alla
Germania avviato da Mussolini qualche anno prima; l'arrendevolezza  di
Francia e Inghilterra aveva motivi diversi: la volont di mantenere la
pace  ad  ogni costo, collegata con l'illusione che Hitler si  potesse
accontentare  di  riacquisire i territori  perduti;  il  timore  della
diffusione  del  comunismo, rispetto al quale l'espansionismo  nazista
era considerato, oltre che meno preoccupante, anche un utile baluardo;
le  forti tensioni politiche in Francia; la politica estera britannica
tradizionalmente prudente nei rapporti con i paesi europei.
     Incoraggiato    dall'arrendevolezza   francese   e    britannica,
rafforzato  dai  vantaggi  militari  e  strategici  ottenuti  con   le
annessioni  e  da un consenso sempre pi ampio grazie ai  successi  in
politica estera ed economica, il regime nazista prosegu con decisione
la  politica espansionistica. Nel marzo del 1939, violando gli accordi
di  Monaco, la Germania smembr definitivamente la Cecoslovacchia:  la
Boemia e la Moravia diventarono protettorato tedesco, la Slovacchia fu
dichiarata  indipendente, ma, di fatto, venne sottoposta all'influenza
tedesca.  Nello  stesso mese Hitler chiese alla  Polonia  l'annessione
della citt libera di Danzica ed il collegamento tra Prussia orientale
e Reich, attraverso un corridoio extraterritoriale. Contemporaneamente
venne avviata l'espansione
     
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     verso  il  Baltico  con  l'occupazione di  Memel,  in  territorio
lituano.
     L'espansionismo   nazista   era   ormai   chiaramente   sostenuto
dall'Italia  fascista, che, nel maggio del 1939,  dopo  aver  occupato
l'Albania  per acquisire il controllo dell'Adriatico in vista  di  una
possibile espansione nei Balcani, si leg ancor pi strettamente  alla
Germania con il cosiddetto "patto d'acciaio".
     Francia    e    Inghilterra   avevano   nel   frattempo    mutato
atteggiamento,  stipulando  un patto di  assistenza  militare  con  la
Polonia    ed   analoghe   alleanze   con   altri   paesi   minacciati
dall'aggressivit nazista. Venne tentato un accordo anche con l'Unione
Sovietica,  ma  Hitler  era  ormai deciso e  pronto  ad  attaccare  la
Polonia.  Il 1 settembre del 1939, pochi giorni dopo la firma  di  un
patto  di  non aggressione tra Germania e URSS che prevedeva anche  la
spartizione  della  Polonia, truppe tedesche entrarono  in  territorio
polacco;  due  giorni  dopo Inghilterra e Francia dichiararono  guerra
alla Germania: era l'inizio della seconda guerra mondiale.
     
     
[Cartina non riportata: L'espansione tedesca negli anni Trenta].
